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settembre 2015

LIBERTÀ ANTROPOCENTRICA E LIBERTÀ BIOCENTRICA

Potrà sembrare assurdo, ma fra le Democrazie occidentali gli Stati più liberticidi sono proprio quelli il cui "Diritto" si ispira all'ideologia liberale perché governati dall'arbitrio del potere economico. Gli altri Stati (quelli non liberali) hanno almeno la decenza di non definirsi tali. Tanto per fare degli esempi, esaminiamo il diritto alla vita: l'indifferenza con cui l'Europa guarda agli emigranti morti nel mediterraneo, alla chiusura delle frontiere per impedirne l'esodo, alle carneficine belliche da cui essi tentano di sottrarsi fuggendo e cercando di riparare da noi; questa è una contraddizione nella stessa concezione antropocentrica che da sempre caratterizza il pensiero umano. Il diritto alla vita non è rispettato da quegli Stati liberali che tutt'ora applicano la pena di morte pur facendosi paladini dei diritti dell'uomo, come se il diritto alla vita non ne facesse parte; non è rispettato nel diritto all'alimentazione, non è neppure rispettato nelle leggi abortiste, terapeutiche o no che siano, perché in contraddizione con le leggi di natura che riconoscono ogni embrione come vivente sia nel mondo vegetale che animale.

 

 

 

ANTIQUAM EXQUIRITE MATREM

Ricercate l'antica madre, suggeriva l'oracolo al profugo Enea ed Enea si caricò sulle spalle il padre Anchise: migrò verso un futuro che era un ritorno alle origini portando sulle spalle la memoria del passato. Noi, più o meno consciamente, cerchiamo quotidianamente ciò che ci lega alle nostre origini. Esploriamo spazio e tempo per indagare la nostra identità, la nostra collocazione gerarchica nell'economia universale dell'essere. Non contenti di violare la storia cercando le  radici genealogiche, profaniamo la vita stessa.

È l'albero della conoscenza che cresce accanto all'albero della vita e l'uomo se n'è fatto giardiniere con l'ambizione di sostituirsi a Dio.

La risposta data agli interrogativi esistenziali, a tutt'oggi, è soltanto un coacervo di ipotesi e non c'è scienza che finora abbia saputo penetrare il mistero. Il suo grimaldello apre interminabili sequenze di scatole cinesi, ognuna delle quali si rivela una sporogenesi di "perché?". L'orizzonte sta lì, sembra a portata di mano, sembra afferrabile e allora cammini più in fretta, ma l'orizzonte è sempre lì: vicino e irraggiungibile. Pensi: devo crescere, salire più in alto, scalare la piramide del sapere e lui, beffardo, si allontana.

L'affermazione che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma racchiude in nuce come postulato qualcosa che è "in essere" che è anche "tutto" di cui il "nulla" è la negazione. La scienza indaga "come" questo "essere-tutto" si trasforma e a mano a mano scopre le leggi che stanno all'origine e regolano il suo trasformarsi, (quelle che  Boncinelli  chiama  le  leggi  di  Dio) ma non dice il      "perché" dell' "essere" né il suo "fine". La scienza quindi si muove entro l'involucro che racchiude l' "essere-tutto" senza mai uscirne. Più corretto sarebbe quindi esprimersi usando il "come" avviene un fenomeno e non confonderlo con il "perché" avviene che è solo un anello del divenire all'interno, non quello assoluto all'esterno dell'involucro.

Così l'ansia ti assale, diventa angoscia e fa male, prelude al panico. La risposta ansiolitica diventa imperativa, necessità vitale sia pure palliativa purché sufficientemente surrogante. Ti rifugi nel mito, nell'illusione; ti ubriachi di rituale.

Quanti sono i miti?

Impossibilità di trafiggere il tempo, di penetrare al di là dell'oggi, del semplice istante in cui tu sei.

Historia magistra! Volgi momentaneamente le spalle al futuro impenetrabile per guardarti indietro perché indietro è la tua storia, la storia della tua famiglia, della tua tribù, del tuo popolo, della tua razza, della tua specie; indietro è la storia stessa della vita. Lì troverai le tue radici perché fatto, realtà concreta, accadimento.

Ma questa via a senso unico indagabile solo a ritroso è un interminabile elenco di fatti e misfatti umani, di soprusi, tirannie, schiavismi, genocidi mitizzati nel nome di ideali quali Dio, Patria, giustizia, libertà, indipendenza, uguaglianza, civiltà, per i quali l'uomo ha provocato più morti e distruzione delle calamità naturali da che esiste il pianeta. Scopri che questo magistero è tutto un equivoco, perché i figli dei figli di "Ardi", dopo sei milioni di anni ancora non sanno che cosa ci stiano a fare su questa Terra.

Sono queste le radici in cui deve riconoscersi l'uomo?

Come fai a sapere quel che è giusto o sbagliato se non conosci il ruolo che ti è stato assegnato nel progetto natura?

Dio esiste o non esiste? E se esiste, cosa vuole da me?

Non è forse pilatesco l'affermare che non esiste per il fatto che non riesco a vederlo, a sentirlo, a dialogare fisicamente con Lui, a prenderlo magari per il bavero?

Cambia forse qualcosa chiamandolo Caos? Sì, l'etichetta, non la sostanza.

Ecco allora che non potendolo vedere, toccare, sentire, annusare, gustare finiamo per immaginarcelo, ma è solo un Dio personale, un Dio emotivo, un Dio filosofico o letterario, ma sempre una proiezione umana: un Dio che diventa cattolico, ortodosso, protestante, musulmano, buddista, indù, taoista, confuciano, animista e altro. Un Dio polimorfo come l'essere umano.

Io Dio non lo conosco, né, come uomo, mai lo conoscerò, ma per il fatto che esisto e che non so perché esisto, concludo che Dio c'è, ma è tutt'altra cosa.

Non è blasfemia né pretestuosa demagogia anarchica per legittimare le manifestazioni più aberranti dell'animo umano. Nessuno nega l'intrinseca nobiltà degli ideali se non fossero confinati nelle roccaforti politico-geografiche, di razza, di credo e di costume, se fossero universalmente antropologici e non pretesti per erigere muri discriminanti all'interno della specie, se non se ne facesse un uso deprecabile.

Radici storiche non sono solo i legami affettivi che ti legano alla terra natale, alla consanguineità parentale, alle persone con la pelle del tuo stesso colore con le quali condividi usi, costumi, abitudini e modi di concepire la vita, ma i legami che ti legano alla Terra tutta oltre la siepe del tuo orticello, oltre il cancello del tuo cortile; sono i legami che condividi con la vita tutta: la vita del tutto. Radici che si possono scoprire solo abbattendo la muraglia dell'antropocentrismo per aprirsi sull'orizzonte biocentrico, in cui tutto ruoti attorno alla vita e alla sua ragione di essere nel Cosmo.

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© 2015 Carlo Antonio Bertolo

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