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"LA POESIA È MORTA, VIVA LA POESIA !

SE LA POESIA È FIUME E LA PROSA MARE, QUANDO  IL FIUME, ABBANDONANDO SPONDE E ALVEO SFOCIA IN MARE, PERDE LA PROPRIA IDENTITÀ DI FIUME.

COSÌ ANCHE LA POESIA NON È PIÙ POESIA PERCHÉ DIVENTA PROSA A TUTTI GLI EFFETTI."

CHIUNQUE TU SIA,

BENVENUTO IN CASA MIA.

 

Se vuoi saper chi sono,

come scrivo e cosa scrivo,

va alle opere, scegli,

siediti comodo, tappa

le orecchie, spalanca gli occhi,

la mente e il  cuore,

leggi e dimentica le ore.

IL GIORNO DEL POETA

 

S’alza al mattino con le borse agli occhi

mentre la mano gli regge la fronte.

Sogna ogni giorno un gran pranzo coi fiocchi,

bere un buon vino, non acqua di fonte.

 

Messa a tacere un po’ l’ipocondria,

fra le terrazze aperte sulla piazza

fiutando culatello e malvasia

cammina altero, solleva la bazza.

 

Pasce il profumo, beve la saliva,

il frutto  è nell’occhiata di un bel seno

semiscoperto di un’oca giuliva

che starnazzando va senza alcun freno:

 

ecco il suo pranzo, ecco la sua cena.

Se un dì lui diventasse un gran magnate

(dentro di sé s’immagina la scena)

persona fra le più altolocate,

 

tutti costoro egli inviterebbe

nella sua Arcadia per un gran banchetto

e uno spettacolo a loro offrirebbe

solo pel suo piacer, pel suo diletto.

 

Non ha coscienza d’essere un tapino,

un disarmato cacciator di sogni,

prosegue trasandato il suo cammino

trascurando perfino i suoi bisogni.

 

Non ha baiocchi però sa sognare,

fare simposi con la fantasia,

grandi avventure dentro un lupanare

imbellettate dalla poesia.